Con una sentenza storica, il Tribunale amministrativo di Berlino il 17 giugno 2026 (rif. 42 K 25/25) ha stabilito che la normativa sulla protezione dei dati propria della religione dei Testimoni di Geova in Germania (DSGJZ) presenta delle lacune.
Il tribunale ha chiarito che agli interessati non può più essere negato in modo generalizzato il diritto di accesso ai propri dati e che essi possono far valere tali diritti dinanzi ai tribunali statali. Per le vittime dell’organizzazione della Torre di Guardia si tratta di una vittoria storica.
Da anni JZ Help e. V. documenta gravi carenze in materia di protezione dei dati presso i Testimoni di Geova. Quando i (ex) membri richiedevano informazioni su quali dati, spesso sensibili – come ad esempio appunti intimi dei «comitati legali», resoconti del servizio di predicazione, annotazioni relative alla separazione dal coniuge o all’appartenenza a un circolo di tennis –, fossero conservati su di loro, si scontravano regolarmente con un muro di gomma. La comunità rende già di per sé difficili le richieste di informazioni, poiché, ad esempio, viene richiesta di norma una copia del documento d’identità, invia lettere standardizzate e fa riferimento agli articoli 8 e 9 della propria legge sulla protezione dei dati (DSGJZ). Ora tutto questo è finito.
La sentenza: il GDPR prevale sulla comunità religiosa
La 42ª Sezione del Tribunale amministrativo di Berlino ha chiarito che il diritto proprio della Chiesa non può scendere al di sotto del livello di protezione previsto dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Il tribunale ha formulato due constatazioni fondamentali:
- I tribunali statali sono competenti: Il diritto alla giustizia è un diritto fondamentale e si applica senza eccezioni. Gli interessati hanno quindi il diritto garantito di adire direttamente i tribunali amministrativi statali in caso di violazioni dei propri diritti alla protezione dei dati.
- Nessuna segretezza per i «documenti pastorali»: Il tribunale ha chiarito che le disposizioni troppo generiche e utilizzate per mantenere segreti qualsiasi tipo di documento sono inefficaci.
Il Servizio scientifico del Bundestag sostiene le critiche di JZ Help
Il fatto che la prassi in materia di protezione dei dati della comunità speciale poggi su basi giuridiche instabili è ormai oggetto di consenso all’interno del Bundestag tedesco. Già nel settembre 2023 il Servizio scientifico del Bundestag tedesco, in un documento ufficiale (WD 3 – 3000 – 106/23), si era occupato dell’argomento.
Nel documento, gli esperti sottolineano esplicitamente che la normativa sulla protezione dei dati dei Testimoni di Geova è oggetto di aspre critiche a causa della mancanza di diritti per gli interessati. Come prova e fonte primaria di tali carenze, il Bundestag tedesco nel suo documento (a pagina 6, nota 11) rimanda direttamente all’articolo di analisi di JZ Help. L’attuale sentenza del Tribunale amministrativo di Berlino conferma ora nero su bianco ciò che JZ Help e. V. denuncia da anni.
Conclusioni e prospettive
La sentenza del Tribunale amministrativo di Berlino rappresenta una pietra miliare giuridica. Sfatano il mito secondo cui le comunità religiose possano operare come una «isola dei beati» in materia di protezione dei dati, al riparo dello status di ente. Anche se la sentenza non è ancora definitiva, poiché i Testimoni di Geova hanno presentato ricorso in appello, essa segue la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE): le comunità religiose non sono al di sopra della normativa sulla protezione dei dati. La protezione dei dati non costituisce una violazione della libertà di culto.
JZ Help e. V. incoraggia tutte le persone interessate a esercitare il proprio diritto di accesso ai dati. Una guida dettagliata su come presentare la richiesta, nonché un’approfondita analisi giuridica, sono disponibili nel nostro articolo principale dedicato alle violazioni della protezione dei dati (GDPR). Un’ulteriore analisi dettagliata della sentenza è inoltre consultabile nel blog specializzato «Articolo 91».

